RadioCarlonia incontra la teoria delle stringhe
E’ successo, è inevitabile. Su un autobus strapieno di persone strabordanti bile, diretti verso otto ore di mattatoio chanel numero cinque. O su una spiaggia densa di infanti terribili ed urlanti, il cui significativo ultimo della loro esistenza è perforarvi le orecchie, mentre silenziosamente tifate Erode. In una corsia al pronto soccorso alle quattro e dodici del mattino, tra infermieri che hanno fatto dell’insensibilità un’arte e un tossico che sta per vomitarvi addosso la sua ipersensibilità, insieme ai resti della sua ultima cena di tre giorni prima. Imbottigliati nel traffico mentre un sub-umano urla ingiurie contro il vostro albero genealogico, davanti allo specchio del bagno con i rimasugli della schiuma da barba in faccia e ferite in volto come neanche quando si rasa Scorsese Martin, sull’uscio della porta che avete aperto per sbaglio a chi vuole proporvi un nuovo contratto della luce, inconsapevole del black out della vostra esistenza. E’ accaduto che si...