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Turn On The Radio, Bitch, RadioCarlonia is on the Beach

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Riassunto di quanto successo dall'ultimo episodio fino ad ora nelle vostre vite*: Abbuffata di vigilia-natale-santo stefano, festone di capodanno coi botti che neanche nella striscia di Gaza, sudaticcia calzetta di spugna della befana, blue Monday (che degli studi utili quanto la coca cola alla menta hanno confermato cadere nel mese di gennaio) dal vivo, settimana blanka senza particolari scosse, poi niente fino alle uova poco fatali di pasqua, black out durante la diretta del concertone piccolo-piccolo-nazional-popolare, chiusura del calcio mercato, mare e cocomero immerso nella vodka smirnoff, falò sulla spiaggia con l'amico fagiano che mette il piede sulla brace dopo il bagno di mezzanotte e corse al pronto soccorso con scuse farfugliate al medico di guardia, versione occidentale degli splendidi discepoli di Ippocrate visti in Men Behind the Sun. Tutto il resto- matrimoni, nascite, operazioni chirurgiche, primi baci, ultimi addii, amori, tradimenti, nuovi lavori, trasferime…

RadioCarlonia Christmas Special 2018

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Puntata mastodontica, impossibile da riassumere negli angusti spazi di un blog. Ci proviamo lo stesso, perché amiamo le oscenità soniche e il frastuono più assordante almeno quanto le sintesi impossibili. E allora abbiamo: l'annosa e irrisolta questione dei 3 stati sociali, quote rosa incredibilmente presenti e partecipi, prof che sfondano la quarta parete ed il vetro della regia per impossessarsi del microfono, richieste da alberghi apparentemente chiusi ma in pieno fermento e fermentazione, forze dell'ordine che contribuiscono al disordine e al caos generale, padri che tentano di riallacciare il rapporto con i figli affidandosi a questa emittente piuttosto che ai santoni di Loreto, l'impegno sociale dalla striscia di Gaza e l'impegno estetico dei bengalesi, figli delle madri del sole che si scoprono adulti e si sottopongono a interventi di colonscopia, ospiti illustri presenti e grandi assenti con indosso t-shirt della Fred Perry, Tabaccai sotto anabolizzanti in fiss…

Waiting for Babbo Bastardo with 5 dollars in my right hand

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Squilla il telefono, 3 di notte. Salto giù con la prontezza di un pompiere in una torrida estate californiana, in mezzo secondo sono sveglio, vigile, lucido. Ogni singolo muscolo pronto a scattare, perché se ti suona il cellulare nel mezzo della fase REM, significa che è successo qualcosa di grave. Tipo che hanno dato fuoco al Mikkeller con Borg Bjergsø dentro. “Sono El Presidente”. Sollievo – che sciocco: Il Mikkeller è un birrificio “zingaro”, privo di una propria sede (sucate nerds della birra), non può essere incendiato. “Mash a 67% domani all’hotel Hydrogenos, che è chiuso di inverno. Compilatio auto gestita sfornata per il 24 dicembre. Sera. Ora di cena.” Mi tremano le gambe: angoscia, raccapriccio e tentennamento. Una S-C-A-D-E-N-Z-A “Ma Presidente, a dire il vero, io dovevo ancora far uscire con la compilatio di Settembr...”. Silenzio. Nessuna risposta dall’altra parte. Ha già attaccato. Il Sonno è tornato tra le braccia di Morfeo come un cucciolo di bulldog francese bagnato. Perc…

Anna Calvi@Largo Venue 20181123

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“Un ottimo album pieno di gemme nascoste, sfumature accorte e di ricercate sottigliezza, la conferma di un talento, un elogio liberatorio ed ispirato alla pansessualità, che però...però risulta monco del PEZZO, della killing track che lo renda davvero memorabile, quando il suo predecessore, quell’One Breath che ha donato le luci della ribalta alla trentotenne cantatutrice britannica, ne era così ricco.” Unanimi i commenti della critica per l’album numero 3 della signorina Calvi. Un ciurlare nel manico per non dire che dopo 5 anni, un lasso di tempo enorme nei tempi della musica tutto e subito e gratis, dall’ingombrante lavoro precedente, ci si aspettava di più oppure un monito, vigliacco e timorato, per spiegare che per capirci qualcosa di the Hunter, li va dedicato tanto tempo e tanti ripetuti ascolti, quanti non ci si aspettano da un album dalla durata di circa 45 minuti? Questi i dubbi che mi attagliano mentre varco per la prima volta le porte del Largo, grazie alle capacit…

Guerilla Compilazio di mezza estate

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Io e quel cicciobomba del barone Harkonnen,  rigorosamente in tenuta ufficiale per le serate estive, canotta di cotone sintetico, calzoncino di plastica cinese e piedi a bagno nella pentola della pasta, stiamo allegramente discutendo su come fare il coolo a quei precisini della fungia* degli Atreides, quando veniamo colti dalla notizia che l'era scorpione sta arrivando, annunciata da un meccanico senza nome in sella ad una bmx fiammeggiante, con un giubbotto tamarro, uno stecchino in bocca, le sembianze di un culturista con i capelli di nino d'angelo e un'insana passione per i martelli e i pippolotti moralizzanti (del tipo che hanno fatto bene a bandire i concerti sui NOFX per una battuta**. Una battuta, cristo santo) .
Ingurgitiamo in fretta e furia un pericoloso mix di anguria e spezia, e via juju nelle discese siderali.
Perché anche se fa caldo, la canicola strazia le carni e l'umidità giunglesca fa marcire l'umore, RadioCarlonia non va mai in vacanza.
La compil…

A RadioCarlonia's carol (Charles Dickens ce spiccia casa)

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In tempo record arriva la compilatio di natale 2017, più o meno quando i vermi avranno incominciato a farsi strada nelle carni del cardinale del Law, che finalmente farà buon uso della sua carcassa.
Registrata in fretta, buona alla prima, prodotta alla come viene, ma -oh, questa è una radio punk.
Scaletta e note di approfondimento seguiranno quanto prima.
Nel mentre, semplicemente best puntata ever. Ora torno a inzuppare il torrone nel bourbon.

RadioCarlonia incontra la teoria delle stringhe

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E’ successo, è inevitabile.
Su un autobus strapieno di persone strabordanti bile, diretti verso otto ore di mattatoio chanel numero cinque. O su una spiaggia densa di infanti terribili ed urlanti, il cui significativo ultimo della loro esistenza è perforarvi le orecchie, mentre silenziosamente tifate Erode. In una corsia al pronto soccorso alle quattro e dodici del mattino, tra infermieri che hanno fatto dell’insensibilità un’arte e un tossico che sta per vomitarvi addosso la sua ipersensibilità, insieme ai resti della sua ultima cena di tre giorni prima. Imbottigliati nel traffico mentre un sub-umano urla ingiurie contro il vostro albero genealogico, davanti allo specchio del bagno con i rimasugli della schiuma da barba in faccia e ferite in volto come neanche quando si rasa Scorsese Martin, sull’uscio della porta che avete aperto per sbaglio a chi vuole proporvi un nuovo contratto della luce, inconsapevole del black out della vostra esistenza.


E’ accaduto che si è impadronito di voi i…